...Perché io sento che Lassù nel Cielo
l’un l’altro bisbigliano gli Angeli,
tra le loro ardenti parole d’amore,
non possono una più sacra
di “Madre” trovarne.
(Edgar Allan Poe)
In questo angolo di paradiso, ho voluto raccogliere cio' che mi scalda la mente e il cuore.. grazie per la visita
venerdì 21 marzo 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
giovedì 17 ottobre 2013
ISOLE - Kahlil Gibran
La vita è un`isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini, miei simili, è un`isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.
Sull'amicizia - Kahlil Gibran
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran
No Potho Reposare - Andrea Parodi
NO POTHO REPOSARE TRADUZIONE DI LUGORI
Non posso riposare amore del mio cuore, Pensando a te ogni momento Non essere triste, mia gioia, Né addolorata o preoccupata Ti assicuro che desidero solo te, Perché ti amo tanto, ti amo, ti amo e ti amo. Se mi fosse possibile dell'angelo Prenderei lo spirito invisibile, Ti assicuro che desidero solo te, Perché ti amo tanto, ti amo, ti amo e ti amo.
lunedì 3 giugno 2013
Ieri è trascorso.
Ieri è trascorso. Domani deve ancora venire.
Noi abbiamo solo l’oggi.
Se aiutiamo i nostri figli ad essere ciò che dovrebbero essere oggi,
avranno il coraggio necessario per affrontare la vita con maggior amore.
Madre Teresa di Calcutta, La Gioia di Amare
sabato 18 maggio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
martedì 19 febbraio 2013
Mi chiese ieri notte la luna
Mi chiese ieri notte la luna (Cosa hai?) ed io risposi timidamente che non avevo nulla, anche se dentro di me tutto si confondeva, occhi, parole, sguardi, varie persone, vari battiti del cuore che si fondevano, e non riuscire a capire quale sia il cuore di chi, lei aggiunse (Dimmi cos’hai, posso aiutarti) io dissi che nessuno poteva aiutarmi, che la mia mente non ascolta parole altrui, ma ascolta solo il suo pensiero, quello che non riesci a risolvere, quello che nasconde tutto ciò che hai di buono intorno, ma lei insisteva chiedendomi (Come pensi di dormire tranquillo, se con la tua mente complichi la tua vita?) gli dissi che non pensavo, che lasciavo andare le mie sensazioni, gli dissi che avevo un gioiello tra le mani, ma che ora è scivolato via, dissi che avrei voluto una famiglia migliore, ma che invece, quelle cose accadono solo nei film, dissi, che l’unica cosa a farmi sorridere, è la mia musica e la mia fantasia, che, nonostante cerchi di amare qualcuno, quel qualcuno non si vuole fidare di me, della mia sincerità, della mia purezza, e della sua vita (Tu sei un’anima complessa, hai mille difetti, la tua vita non ti sorride, ma tu devi sorridere a te stesso, anche se ti guardi allo specchio e vedi le lacrime scendere, non dagli occhi, ma dalla tua anima, ma tu, devi continuare a sorridere, perchè il mondo gira veloce, e tu, resti fermo, e rimani indietro a quale scopo?) guardai la luna, e gli sorrisi, (Grazie meraviglia, prometto che ora cercherò di dormire)
(Ejay Ivan Lac)
(Ejay Ivan Lac)
giovedì 17 gennaio 2013
Devils And Dust
Ho parcheggiato la mia auto in Parsons Lane
ho camminato un miglio per arrivare
al cencello frontale di mio padre
era seduto in veranda, al riparo dalla pioggia
è sempre troppo presto ma mai troppo tardi
Abbiamo parlato fino a che le stelle
si sono addormentate
hai poco tempo quando gli anni corrono veloci
Tante pieghe sulla camicia da mantenere
Tante strade piene di demoni e polvere
Ho smesso di lavorare a metà mattinata
sono andato fuori per mangiare qualcosa
papà stava dormendo in veranda e russava
sognava i figli che voleva incontrare
Sono crollato sulla mia sedia
e guardavo le macchine che passavano
strade senza fine e vicinato
Motori che hanno bisogno di olio e fissaggio
Demoni e polvere sotto la cappotta
lunedì 26 novembre 2012
LA GOCCIA PIÙ PREZIOSA
La nuvola avanzava lentamente: era piccola, poco più grande di un batuffolo di cotone. All'interno, due gocce di pioggia stavano litigando furiosamente. "Ti dico che dovevamo scendere su quel prato!", urlò l'una. "E così saremmo finite in mezzo al fango!", ribatte l'altra. ..."Sua maestà ha paura di sporcarsi? Preferirebbe forse cadere in una boccetta di profumo?!", insistette la prima. "Sei sciocca e ignorante!", concluse la seconda. E rivolgendosi all'altra compagna che se ne stava pacifica e silenziosa ad osservare il paesaggio chiese: "E tu, cosa ne pensi?". Costei rispose: "Credo che ognuna di noi debba seguire le proprie aspirazioni, ricordandoci che il mondo ha bisogno di noi". "Giusto!", intervenne la prima, "Ognuna pensi a se stessa!", travisando così le parole della compagna saggia. La prima a lasciarsi scivolare dalla nuvola fu proprio lei. Vide uno scoglio e decise di andare a crogiolarsi al sole. Fatto sta che, poco dopo, cominciò a sudare e all'improvviso scomparve. Di lei non restò più nulla, neppure il segno sulla roccia. La seconda, vedendo l'oceano, pensò: "Qui non mi mancherà la compagnia!" e si lasciò scivolare. Per qualche tempo passò le sue giornate ridendo, scherzando, ballando insieme alle compagne. Ma un giorno un'onda l'afferrò con decisione e la mandò a ruzzolare sulla spiaggia. La sabbia assorbì la goccia e di lei non restò più nulla, nemmeno un'impronta. Sulla nuvola,intanto, la goccia rimasta aspettava il momento opportuno per scendere sulla terra. Aveva deciso: "Mi spingerò più a Nord, il vento freddo mi trasformerà in un fiocco di neve e contribuirò a far felici i bambini". All'improvviso vide, in un campo arso dal sole, una pianticella quasi appassita. Questo la rattristò e la commosse. E cosi decise: si lasciò scivolare dalla nuvoletta e cadde addosso alla piantina. Costei si ridestò dicendo: "Che fresca carezza! Chi sei?". "Sono una piccola goccia e sono scesa dal cielo per aiutarti" rispose. Poi scomparve nel terreno, fino alle radici. Subito un fremito percorse l'intera pianticella ed un fiorellino sbocciò, profumando l'aria. La storia di ogni persona è allo stesso tempo effimera e importante. Perciò ci conviene vivere in maniera intensa, al di là del nostro piccolo "io", contribuendo ad arricchire la vita degli altri e lasciandoci impreziosire dalle loro sorprese. (Don Ezio Del Bavero - Tratto dal sito Internet: eugenio@marrone.vr.it)
venerdì 16 novembre 2012
Un angelo
Un angelo vestito di panni d’un viola azzurro,
cinto di cordoni d’oro,
con grandi ali bianche dal fulgore di seta,
Adesso mi parlerà.
("I diari", F. Kafka)
cinto di cordoni d’oro,
la spada librata orizzontalmente nella mano sollevata.
L’emozione è grande: un angelo, dunque, pensai.
Tutto il giorno vo...la verso di me e io
scettico come sono non lo sapevo.
Adesso mi parlerà.
("I diari", F. Kafka)
LA MIA SERA
Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
... le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
...
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera. E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera. Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io
... che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don ... Don ...
E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi!
sussurrano, Dormi!
bisbigliano, Dormi!là,
voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano pianti di culla,
che fanno ch'io torni com'era
...sentivo mia madre
... poi nulla
...sul far della sera.
Giovanni Pascoli
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