venerdì 26 ottobre 2012

Ho sceso, dandoti il braccio








Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze,

le prenotazioni, le trappole,

gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.





Eugenio Montale

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo

sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia

Fabrizio De Andrè

Jeff Wahl - Lullaby

Holy Mother







Santa Madre, dove sei?

Stanotte mi sento spezzato in due

Ho visto le stelle cadere dal cielo

Santa Madre, non riesco a smettere di piangere

Oh, ho bisogno del tuo aiuto in questo momento

Fammi superare questa notte solitaria

Ti prego dimmi quale strada prendere

Per ritrovare me stesso

Santa Madre, ascolta la mia preghiera

In qualche modo so che sei ancora qui

Ti prego inviami un pò di pace nella mente

Cancella questa sofferenza

Non posso aspettare, non posso aspettare

Non posso aspettare ancora a lungo

Non posso aspettare, non posso aspettare

Non posso aspettare per te

Santa Madre, ascolta il mio pianto

Ho bestemmiato il tuo nome migliaia di volte

Ho sentito la rabbia correre nella mia anima

Tutto ciò di cui ho bisogno é una mano da stringere

Oh, sento che la fine é venuta

Le mie gambe non correranno più per molto

Sai che preferirei essere

Nelle tue braccia stanotte

Quando le mie mani* non porteranno più a nulla

La mia parola é "Mi fermo"*, lentamente scompaio

Santa Madre, allora vorrei

Essere disteso al sicuro tra le tue braccia

giovedì 3 giugno 2010

Non pensare a niente

Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.

Ma io sempre estraneo

Ma io, sempre estraneo,
sempre penetrando il più intimo 
essere della mia vita, 
vado dentro di me cercando l’ombra.

Non basta aprire la finestra

Non basta aprire la finestra 
per vedere la campagna e il fiume. 
Non basta non essere ciechi 
per vedere gli alberi e i fiori. 
C'è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;  
e un sogno di ciò che potrebbe
essere visto se la finestra si aprisse.

Viene un futuro inabitato


Viene un futuro inabitato
già condannato ad essere
ulteriore passato
quando dalla memoria
più non viene il sussulto
di ciò che finisce d'essere.

E la mano segna orizzonti
tesa nel'ambigua certezza
dell'andare avanti
che solo dissimula la fretta
di andare via da oggi;
e intanto la fatica è senza ragioni
le notti bruciano inquiete
la mente è materiale di scarto.

E' per tutto il futuro mancato
che sta inerte dentro al passato;
è per la vita rinviata a domani
se si è fatto sottile
lo spessore dei giorni
se lentamente mancherà l'avvenire.

A volte la nostalgia
cerca tra le sue ombre,
ma la rosa nel bicchiere
più non sa di sé;
Perché è nell'aria che sono i presagi,
sono le parole che si fanno domande:
il grano, il fuoco, l'acqua.






Serenata Indiana

Serenata Indiana

E' pur nostro il disfarsi delle sere.
E per noi è la stria che dal mare
sale al parco e ferisce gli aloè.
...Puoi condurmi per mano,
se tu fingi di credere con me,
se ho la follia di seguirti lontano
e ciò che stringi, ciò che dici,
m'appare in tuo potere.
Fosse tua vita quella che mi tiene
sulle soglie - e potrei prestarti
un volto, vaneggiarti figura.
Ma non è, non è così.
Il polipo che insinua tentacoli
d'inchiostro tra gli scogli
può servirsi di te.
Tu gli appartieni e non lo sai.
Se lui, ti crede te. 

"Eugenio Montale dalla Bufera"

 

                        






mercoledì 2 giugno 2010

Kagaya

La pioggia è il tuo vestito


La pioggia è il tuo vestito.
Il fango è le tue scarpe.
La tua pezzuola è il vento.
Ma il sole è il tuo sorriso e la tua bocca
e la notte dei fieni i tuoi capelli.
Ma il tuo sorriso e la tua calda pelle
è il fuoco della terra e delle stelle.

(Corrado Govoni)

Il vento tra le canne

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
in tessuto dell'oro e dell'argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte,
dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perchè cammini sui miei sogni.

William Butler Yeats, da "Il vento tra le canne", 1889

Le fonti si confondono col fiume

Le fonti si confondono col fiume
i fiumi con l'Oceano
i venti del Cielo sempre
in dolci moti si uniscono
niente al mondo è celibe
e tutto per divina
legge in una forza
si incontra e si confonde.
Perché non io con te?

Vedi che le montagne baciano l'alto
del Cielo, e che le onde una per una
si abbracciano. Nessun fiore-sorella
vivrebbe più ritroso
verso il fratello-fiore.
E il chiarore del sole abbraccia la terra
e i raggi della Luna baciano il mare.
Per che cosa tutto questo lavoro tenero
se tu non vuoi baciarmi?

Percy Bysshe Shelley